Dal 1° gennaio 2026 i contribuenti hanno detto definitivamente addio al servizio online di correzione dei dati catastali dell’Agenzia delle Entrate noto come “Contact Center”.
La decisione, formalizzata con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate datato 2 aprile 2025, segna un nuovo passaggio nel percorso di digitalizzazione della pubblica amministrazione fiscale. Al suo posto entra a pieno regime il servizio “Istanza rettifica dati catastali”, già operativo dallo scorso 24 settembre nell’area riservata del sito istituzionale.
La novità non riguarda soltanto un cambio di piattaforma, ma introduce un diverso approccio alla gestione delle richieste: più strutturato, più sicuro e pensato per accompagnare il contribuente passo dopo passo nella procedura di rettifica delle informazioni catastali.
Ricordiamo che resta comunque invariata la possibilità di presentare le istanze con modalità tradizionali, come il supporto cartaceo, la posta elettronica o la PEC. Il canale digitale, però, è destinato a diventare la via privilegiata, grazie ai vantaggi in termini di rapidità e tracciabilità.
Un tassello della trasformazione digitale del Fisco
La dismissione del Contact Center si inserisce nel quadro più ampio di rafforzamento dei servizi telematici previsto dalla recente riforma fiscale. L’obiettivo dichiarato è duplice: semplificare gli adempimenti e migliorare la qualità delle banche dati catastali, rendendole più coerenti e aggiornate.
Il nuovo servizio nasce proprio per rispondere a queste esigenze. Attraverso un accesso controllato e un sistema guidato, l’Agenzia delle Entrate punta a ridurre errori, incongruenze e tempi di lavorazione, favorendo una maggiore collaborazione tra amministrazione e cittadini.
Cos’è e come funziona “Istanza rettifica dati catastali”
Il servizio “Istanza rettifica dati catastali” consente di presentare online le richieste di correzione o aggiornamento delle informazioni relative a terreni e fabbricati. È disponibile esclusivamente nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate e richiede l’autenticazione tramite SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE), Carta Nazionale dei Servizi (CNS) oppure, nei casi previsti, le credenziali rilasciate direttamente dall’Agenzia.
Una volta effettuato l’accesso, l’utente viene accompagnato nella compilazione dell’istanza grazie a un percorso guidato che utilizza i dati già presenti negli archivi catastali. Questo sistema consente non solo di velocizzare la procedura, ma anche di limitare l’inserimento di informazioni incoerenti o incomplete.
Chi può presentare la domanda
La richiesta di rettifica può essere inoltrata:
- direttamente dal titolare di un diritto reale sull’immobile interessato, come il proprietario o l’usufruttuario;
- tramite un delegato, incaricato formalmente alla trasmissione dell’istanza;
- da un rappresentante legale o una persona di fiducia, purché preventivamente abilitati secondo le regole stabilite dall’Agenzia delle Entrate.
Nel caso di delega, è necessario allegare la documentazione che attesti l’incarico, sottoscritta digitalmente o, in alternativa, firmata in modo autografo e accompagnata da un documento di identità valido del delegante. Gli originali cartacei dovranno essere conservati per il periodo previsto dalla normativa.
Documenti, formati e uffici competenti
La documentazione allegata all’istanza costituisce parte integrante della richiesta e deve rispettare specifici standard tecnici, in modo da garantire la corretta conservazione digitale dei file. I formati ammessi sono quelli compatibili con il sistema di archiviazione informatica dell’Agenzia delle Entrate, nel rispetto delle regole del Codice dell’amministrazione digitale.
Una volta inviata, l’istanza viene presa in carico dall’Ufficio Provinciale – Territorio competente per il Comune in cui sono censiti gli immobili oggetto della richiesta. Sarà quest’ultimo a valutarne la correttezza e a procedere con l’eventuale aggiornamento dei dati.
Pagamenti e ricevute: tutto online
Quando la normativa lo prevede, il sistema calcola automaticamente l’imposta di bollo dovuta. Il pagamento avviene tramite la piattaforma PagoPA, ormai punto di riferimento per i versamenti verso la pubblica amministrazione.
Al termine della procedura, il servizio rilascia apposite ricevute digitali che attestano l’avvenuta presentazione dell’istanza, il superamento dei controlli formali e, se richiesto, il pagamento dell’imposta. In caso di errori tecnici o irregolarità nei file trasmessi, l’utente riceve una comunicazione di scarto direttamente nell’area riservata.
Tutela dei dati personali e sicurezza
Un aspetto centrale del nuovo servizio riguarda la protezione dei dati personali. Il trattamento delle informazioni è effettuato nel rispetto del Regolamento europeo sulla privacy (GDPR) e del Codice italiano in materia di protezione dei dati. L’Agenzia delle Entrate conserva i dati solo per il tempo necessario allo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali e adotta misure tecniche e organizzative adeguate a garantirne la sicurezza.
Per la gestione del sistema informativo, l’Agenzia si avvale del partner tecnologico Sogei S.p.A., designato responsabile del trattamento.
Un servizio pensato per semplificare
Con “Istanza rettifica dati catastali”, l’amministrazione finanziaria amplia l’offerta di strumenti digitali a disposizione dei contribuenti, puntando su chiarezza, accessibilità e affidabilità. La progressiva eliminazione dei servizi meno strutturati, come il Contact Center, va letta in questa prospettiva: meno frammentazione, più integrazione e una gestione più efficiente delle informazioni immobiliari.
Per cittadini e professionisti si apre così una nuova fase, in cui la correzione dei dati catastali diventa un’operazione sempre più guidata, trasparente e coerente con le esigenze di un Fisco moderno.