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Ecco i pagamenti dell’INPS per il mese di gennaio 2026

Ecco i pagamenti dell’INPS per il mese di gennaio 2026

Il primo mese del 2026 si apre con un calendario INPS tutt’altro che ordinario. Tra festività, rivalutazioni legate all’inflazione e nuovi parametri ISEE, pensionati e beneficiari di prestazioni sociali devono fare attenzione a date, importi e adempimenti fondamentali. Ecco cosa cambia davvero e quali scadenze non perdere.


Gennaio rappresenta tradizionalmente un mese delicato per la gestione dei pagamenti previdenziali e assistenziali. L’inizio del 2026 non fa eccezione: le festività di inizio anno, unite agli aggiornamenti normativi e agli adeguamenti al costo della vita, incidono su tempistiche e importi di molte prestazioni erogate dall’INPS.

Pensioni, Assegno Unico, NASpI, DIS-COLL e Assegno di Inclusione seguono calendari differenziati, con finestre di accredito che possono variare rispetto ai mesi ordinari. A questo si aggiunge un elemento cruciale: la necessità di aggiornare l’ISEE 2026, senza il quale alcuni benefici rischiano di essere ridotti temporaneamente.

Assegno Unico 2026: importi più alti, ma attenzione all’ISEE

Nel nuovo anno, l’Assegno Unico e Universale per i figli a carico beneficia di un incremento automatico legato all’andamento dell’inflazione. La rivalutazione comporta un aumento degli importi mensili, destinato a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.

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Per chi già percepisce la misura, i pagamenti continuano a essere collocati nella seconda metà del mese, generalmente tra il 17 e il 20. Tuttavia, va ricordato che a dicembre 2025 l’INPS ha anticipato l’ultima mensilità dell’anno, una scelta che potrebbe creare confusione sulle tempistiche di gennaio. Con l’avvio del 2026, infatti, si torna al calendario ordinario, con accrediti attesi nell’ultima parte del mese.

Diverso il discorso per chi presenta una nuova domanda: i primi pagamenti seguono tempistiche personalizzate, legate alla data di accoglimento della richiesta.

Elemento decisivo resta l’ISEE 2026. La Dichiarazione Sostitutiva Unica deve essere presentata entro il 28 febbraio per evitare penalizzazioni. In assenza dell’aggiornamento, l’INPS calcola l’assegno sulla base degli importi minimi previsti dalla normativa, rinviando eventuali conguagli a una fase successiva.

Assegno di Inclusione: accrediti a fine mese e verifiche sui requisiti

Per i beneficiari dell’Assegno di Inclusione, gennaio 2026 si colloca in linea con i mesi precedenti. L’erogazione è attesa verso la fine del mese, ma le tempistiche possono variare sensibilmente per chi accede per la prima volta alla misura.

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I nuovi richiedenti devono infatti completare le verifiche sui requisiti economici e familiari, oltre alla sottoscrizione dei patti di attivazione sociale e lavorativa previsti dalla legge. Solo al termine di questo percorso l’INPS procede con il primo accredito, comunicando di volta in volta le date ufficiali.

NASpI e DIS-COLL: nessuna data fissa, ma pagamenti stabili

Chi percepisce NASpI o DIS-COLL non deve fare riferimento a una scadenza unica. Anche per gennaio 2026, gli accrediti rientrano in una finestra collocata nella prima metà del mese, con leggere variazioni legate ai giorni festivi e ai tempi tecnici di elaborazione.

Nel complesso, l’INPS prevede una sostanziale continuità rispetto ai mesi precedenti, senza modifiche strutturali agli importi o alle modalità di pagamento.

Perequazione pensioni: gli aumenti previsti per il 2026

Uno dei temi centrali dell’avvio del nuovo anno riguarda le pensioni e il loro adeguamento al costo della vita. Il quadro normativo è stato definito dal decreto interministeriale del 19 novembre 2025, che stabilisce i criteri di perequazione per il biennio 2025-2026.

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In base a tali disposizioni, l’INPS ha completato le operazioni di rinnovo delle pensioni e delle prestazioni collegate, confermando che la variazione applicata per il 2025 (+0,8%) non dà luogo ad alcun conguaglio, poiché già riconosciuta in via provvisoria.

Il trattamento minimo resta fissato a 603,40 euro mensili per lavoratori dipendenti e autonomi.

Pensioni 2026: rivalutazione provvisoria e nuovi importi minimi

Dal 1° gennaio 2026, entra in vigore una rivalutazione provvisoria pari all’1,4%, pensata per compensare l’inflazione maturata nel corso del 2025. L’adeguamento sarà oggetto di verifica l’anno successivo, quando verranno effettuati eventuali conguagli.

La circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025 chiarisce che il trattamento minimo aggiornato rappresenta anche il parametro di riferimento per il riconoscimento di numerose prestazioni collegate al reddito.

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Con l’applicazione dell’aumento, le pensioni minime raggiungono quota 611,85 euro mensili, equivalenti a circa 7.954 euro su base annua. La rivalutazione viene riconosciuta in misura piena agli assegni fino a quattro volte il minimo, mentre si riduce progressivamente per gli importi superiori.

Calendario pensioni gennaio 2026: tutte le date da segnare

Per il solo mese di gennaio, il pagamento delle pensioni coincide con il secondo giorno bancabile dell’anno. Di conseguenza:

  • Dal 3 gennaio per chi riscuote tramite Poste Italiane

  • Dal 5 gennaio per chi riceve l’accredito su conto bancario

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Chi sceglie il ritiro in contanti agli sportelli postali dovrà attenersi, come di consueto, a un calendario scaglionato in base all’iniziale del cognome:

  • A – B: sabato 3 gennaio (solo mattina)

  • C – D: lunedì 5 gennaio

  • E – K: mercoledì 7 gennaio

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  • L – O: giovedì 8 gennaio

  • P – R: venerdì 9 gennaio

  • S – Z: sabato 10 gennaio (solo mattina)

Un mese di gennaio da pianificare con attenzione

Tra aumenti legati all’inflazione, scadenze ISEE e pagamenti influenzati dalle festività, gennaio 2026 richiede particolare attenzione da parte di pensionati e famiglie. Conoscere in anticipo date, importi e obblighi amministrativi è il modo migliore per evitare sorprese e gestire con maggiore serenità il primo mese del nuovo anno.

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Un commento su “Ecco i pagamenti dell’INPS per il mese di gennaio 2026

  1. 150 euro in meno sul mio cedolino, per conguaglio

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