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Liste d’attesa della sanità nel mirino: cosa hanno trovato i NAS nei controlli durante il 2025

Liste d’attesa della sanità nel mirino: cosa hanno trovato i NAS nei controlli durante il 2025

Il “braccio operativo” del Ministero della Salute torna sotto i riflettori con un bilancio che fotografa, numeri alla mano, quanto sia capillare (e spesso poco visibile) il lavoro dei Carabinieri del Comando per la Tutela della Salute (NAS).


Il 4 febbraio 2026, in diretta streaming dalle ore 11, al Ministero è stata presentata la sintesi delle attività svolte nel 2025 nei settori sanitario, alimentare, veterinario e farmaceutico, con un focus sulle campagne mirate attivate anche in relazione a eventi eccezionali come il Giubileo.

A intervenire sono stati il Ministro della Salute Orazio Schillaci e il Generale di Brigata Raffaele Covetti, comandante del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute. Il messaggio di fondo è chiaro: l’azione dei NAS non riguarda soltanto “grandi operazioni”, ma la quotidianità di tutti — dalle mense scolastiche alle RSA, dai controlli sugli ambulatori alle verifiche su farmaci e dispositivi medici.

Un report che racconta l’Italia “dal campo alla tavola” (e non solo)

La presentazione ha avuto il merito di mettere insieme, in un’unica cornice, un’attività che per definizione lavora dietro le quinte: ispezioni, verifiche documentali, accertamenti tecnici, controlli in filiera e, quando emergono ipotesi di reato, anche indagini di polizia giudiziaria.

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È un’impostazione che nasce dall’idea — ribadita durante l’evento — che la tutela della salute sia un presidio a 360 gradi: non soltanto prevenzione sanitaria, ma anche sicurezza alimentare, contrasto all’abusivismo, tutela degli anziani nelle strutture residenziali, vigilanza sui cosmetici e sulle forniture sanitarie, fino ai fenomeni più recenti legati alla dimensione digitale.

I numeri del 2025: controlli, sequestri, segnalazioni

Sul piano quantitativo, il report restituisce un’attività molto ampia. Nel 2025 i NAS hanno effettuato 45.762 ispezioni nei diversi ambiti di competenza, con sequestri per un valore di circa 197 milioni di euro e 148 arresti. A questi si aggiungono migliaia di contestazioni tra sanzioni penali e amministrative, e 2.829 persone deferite all’Autorità giudiziaria, oltre a 13.390 segnalazioni all’Autorità amministrativa.

Tra i dati che colpiscono di più, per impatto immediato sui cittadini, c’è quello legato alla sicurezza alimentare: nel 2025 sono stati sottoposti a sequestro oltre 6 milioni di chilogrammi di alimenti.

Liste d’attesa e intramoenia: la “frontiera” più delicata

Uno dei passaggi più densi della conferenza ha riguardato il tema delle liste d’attesa, che negli ultimi anni è diventato una delle aree più sensibili del Servizio sanitario nazionale. Il Ministro Schillaci ha ricordato che i controlli dedicati sono partiti su sua disposizione nel 2023 e che, in tre anni, sono stati effettuati circa 8.000 controlli complessivi, con oltre 1.600 segnalazioni tra profili amministrativi e giudiziari.

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Nel solo 2025, le verifiche sulle prestazioni specialistiche sono state 1.930, mirate a controllare il corretto funzionamento dei sistemi di prenotazione, la gestione delle agende e la disciplina dell’intramoenia. E qui emergono alcune criticità “tipiche” segnalate: accessi abusivi ai sistemi di prenotazione, agende modificate illecitamente o chiuse per malfunzionamenti informatici, oltre a irregolarità nella gestione dei volumi di attività intramoenia.

Il punto politico (ma anche amministrativo) sottolineato durante l’incontro è che la salute non può trasformarsi in un privilegio “per chi può pagare” o in un diritto a geometria variabile tra territori. Da qui l’insistenza sui controlli, ma anche sulla necessità che la governance regionale e aziendale faccia la sua parte: i NAS possono accertare e contestare, ma non possono sostituirsi a organizzazione, programmazione e gestione ordinaria.

Street food, centri estetici e RSA: i controlli dove il rischio è “vicino casa”

Accanto all’area ospedaliera e alle liste d’attesa, il report ha richiamato alcuni ambiti che negli ultimi mesi sono finiti spesso nella cronaca.

Da un lato lo street food, dove episodi gravi legati alla sicurezza alimentare hanno riportato l’attenzione su conservazione, tracciabilità e rispetto delle norme igienico-sanitarie.

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Dall’altro i centri estetici, un settore in espansione dove le verifiche puntano a requisiti di sicurezza, titoli abilitanti, corretto uso di prodotti e dispositivi. Anche qui l’approccio è preventivo ma, quando necessario, arriva fino alla sospensione delle attività e ai sequestri.

Un capitolo a parte riguarda le strutture per anziani: RSA e realtà socio-assistenziali, dove i controlli non si limitano agli aspetti edilizi o documentali, ma possono riguardare condizioni di assistenza, rispetto dei capitolati, eventuali condotte di abbandono o maltrattamento. È un’area in cui la vigilanza diventa anche tutela delle fragilità.

Farmaci, doping e nuove sostanze: dalla farmacia al web

Nel settore farmaceutico il report ha evidenziato come il confine tra lecito e illecito possa essere sottile: molte sostanze abusate — dal doping ad alcuni analgesici — nascono come farmaci, ma possono essere deviati, commercializzati impropriamente o finire in circuiti paralleli.

In parallelo, cresce l’attenzione per l’antidoping, anche in relazione ai grandi eventi sportivi: i controlli possono essere svolti in collaborazione con le autorità competenti, e quando emergono profili penali si aprono sviluppi investigativi.

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Infine, una parte sempre più rilevante riguarda le nuove sostanze psicoattive e la dimensione cyber: il traffico e la promozione online, i pagamenti in criptovalute, la logistica digitale. È un terreno in cui le competenze tradizionali non bastano più e, non a caso, nel racconto dell’attività 2025 compare con insistenza l’idea di una tutela “moderna”, capace di leggere la rete come un luogo operativo.

Formazione e specializzazione: perché i NAS non sono “polizia generalista”

Un elemento interessante emerso durante la presentazione è la spinta sulla formazione specialistica: l’attività dei NAS richiede competenze tecniche, capacità ispettive e approccio investigativo, spesso nello stesso intervento. La struttura opera su una rete nazionale articolata e, nella visione illustrata, la qualità del controllo passa anche da percorsi formativi più lunghi e mirati.

Cosa significa, in concreto, per cittadini e PA

Per i cittadini, il bilancio 2025 è un promemoria molto pratico: ciò che sembra “ordinario” — una visita prenotata, un pasto in mensa, un trattamento estetico, un farmaco acquistato — poggia su controlli che hanno l’obiettivo di prevenire rischi e sanzionare scorciatoie.

Per le amministrazioni e le strutture (pubbliche e private) è invece una bussola: trasparenza dei dati, gestione corretta delle agende, tracciabilità, requisiti autorizzativi, qualità dei processi. Dove questi elementi mancano, i controlli non si fermano alla superficie.

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Il video in streaming della presentazione

Qui di seguito potete riguardare la diretta dell’evento:

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